Innovativa norma nazionale sul verde urbano

Data: 
12/03/2013

Si tratta della Legge 14 gennaio 2013, n. 10, “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani” (GU n.27 del 1-2-2013), anche se manca ancora il decreto del Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare per definire la composizione e le modalità di funzionamento del "Comitato per lo sviluppo del verde pubblico".
Con la costituzione del Comitato verrà monitorata l'attuazione della disattesa legge 29 gennaio 1992, n. 113 che imponeva l'obbligo ai comuni con più di 15mila abitanti di porre a dimora un albero per ogni neonato, a seguito della registrazione anagrafica: la nuova legge rivede i criteri per conservare-impiantare gli alberi in città e soprattutto ne conferisce una connotazione urbanistica, dando un ruolo ammodernato e più confacente alle esigenze di vita urbana.
Se è vero che la messa a dimora può essere differita in caso di avversità stagionali o per gravi ragioni di ordine tecnico, di fatto normalmente la Pubblica amministrazione non sa dire dove sono stati piantati gli alberi, quanti alberi possiede, in che condizioni fitosanitarie essi vegetano…

Che significato assume questa legge per i comuni

  1. obbligo di costruire un catasto-inventario degli alberi del comune
  2. avviare una disciplina di tutela degli alberi
  3. rivedere gli strumenti urbanistici e integrando la L. n. 1444 / 1968 (quella degli standard urbanistici) con nuovi criteri che mirano alla salvaguardia del verde ornamentale e territoriale esistente in città, aggiungendovi termini di valorizzazione-miglioramento delle superfici e mitigazione degli impatti sulla salute umana
  4. il VERDE URBANO DEV’ESSERE FRUIBILE, quindi utilizzabile per 1-2 ore al giorno dal parte della cittadinanza

Con l'entrata in vigore del provvedimento il 16/02/2013 saranno i Sindaci a dover render noto il bilancio arboreo del proprio Comune, indicando il rapporto fra il numero degli alberi piantati in aree urbane di proprietà pubblica rispettivamente all'inizio e al termine del mandato stesso. La nuova legge (che prende spunto dal riconoscimento del 21 novembre quale «Giornata nazionale degli alberi», con l’obiettivo di perseguire il rispetto del protocollo di Kyoto, la valorizzazione del patrimonio arboreo e boschivo, la riduzione delle emissioni, la prevenzione del dissesto idrogeologico, il miglioramento della qualità dell'aria e la valorizzazione delle tradizioni legate all'albero), interviene in realtà su un aspetto del tutto dimenticato da parte delle amministrazioni italiane: la vivibilità degli insediamenti urbani.

Con l'articolo 4 di questa legge , sono sancite infatti 3 azioni ritenute essenziali per avviare una trasformazione di mentalità nell’attuale modo di concepire-gestire la parte verde della città: 

- la redazione di un rapporto annuale del Comitato sull'applicazione nei comuni italiani delle disposizioni del decreto ministeriale 1444 

- l’obbligo per i comuni di approvare le necessarie varianti urbanistiche per il verde e i servizi entro il 31 dicembre di ogni anno 

- la destinazione delle maggiori entrate derivanti dai contributi per il rilascio dei permessi di costruire e dalle sanzioni previste dal testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, alla realizzazione di opere pubbliche di urbanizzazione, di recupero urbanistico e di manutenzione del patrimonio comunale in misura non inferiore al 50 per cento del totale annuo.