L’infrastruttura verde extraurbana

“Infrastruttura verde” è un concetto che si va diffondendo nell’ambito dei discorsi e delle iniziative inerenti l’ambiente, il paesaggio e lo sviluppo urbano sostenibile. Si tratta di espressione nuova per esprimere contenuti nuovi, oppure dietro la sua apparente novità si veicolano idee e contenuti vecchi? Sembra che, anche in questo caso, la verità stia nel mezzo: vi è un tentativo di battere nuove strade, pur ripescando e rinfrescando vecchie idee. L’infrastruttura verde ingloba in sé il concetto di rete ecologica.1 Ma porre la rete ecologica sotto l’ottica di una infrastruttura ne cambia il senso e, forse, bisogna ammettere che ne offre una visione più corrispondente alla realtà. La rete ecologica nei territori periurbani è assai poco significativa in termini di biodiversità degli ecosistemi. Essa è una struttura verde multifunzionale che ha lo scopo primario di migliorare la qualità dell’ambiente e della vita delle agglomerazioni urbane: è una infrastruttura necessaria alle reti di città che vogliono migliorare la loro qualità ambientale. Essa è necessaria per uno sviluppo di qualità nuova, così come lo sono le moderne infrastrutture del trasporto collettivo o le reti telematiche. Il confronto intorno al tema dell’infrastruttura verde merita di essere seguito con attenzione, specie per i concreti risultati cui potrebbe approdare, ma anche per le basi teoriche e scientifiche che chiama in causa. Qui getteremo uno sguardo sulle esperienze che, al momento, appaiono più significative: quella degli USA e quella inglese.

Immagine: 
Allegato: